Se non si vede più la Rai sul digitale terrestre ecco come fare

Se non si vede più la Rai sul digitale terrestre.

Nessun problema, molto probabilmente bisogna risintonizzare il decoder. Le operazioni di risintonizzazione sono molto semplici, ma possono essere leggermente divere in base al televisore o al decoder usato.

La linea di principio vale per tutti i decoder e per tutte le Tv in circolazione.

Vediamo come  riprogrammare il sistema. Ecco i passaggi per la riprogrammare i canali del digitale terrestre in automatico.

Innanzitutto vediamo se la nostra tv ha il digitale integrato, in questo caso dobbiamo utilizzare il telecomando della televisione, altrimenti obbiamo usare il telecomando del digitale terrestre.

Dal telecomando andiamo su Menu

Con le frecce del telecomando ci posizioniamo su sistema o impostazioni a seconda del modello

Poi premiamo la voce Sintonia Auto e poi Avvia

Il sistema effettuerà una ricerca che dura all’incirca 2-3 minuti

Fatto questo premiamo il tasto dal telecomando per uscire dal menù di configurazione

L’aggiornamento è stato fatto.

Spesso con questo aggiornamento siamo in grado sia di rivedere i canali che non si vedevano più ma anche di visualizzarne nuovi.

E’ sparito Canale 5 sul digitale terrestre. Ecco come fare a visualizzarlo di nuovo.

E’ sparito Canale 5 sul digitale terrestre. Da ieri sera non riuscivo più a vedere sia canale 5 che i canali Mediaset.

Ecco come ho risolto il problema.

Ho controllato innanzitutto le prese dell’ ed andavano bene, a questo punto sono andato con il telecomando della tv su Menu poi su sistema ed ho avviato la Sintonia Automatica. Il digitale si è aggiornato correttamente e come per magia è ricomparso Canale 5

Due nuovi canali sul digitale Terrestre “Mediaset ME” e “HSE24″

Sul Digitale Terrestre arrivano due nuovi canali gratuiti dedicati allo shopping: Mediaset ME e HSE24.

Mediaset ME sarà posizionato all’interno del Mediaset 2 che contiene Canale 5, Italia 1, Rete 4, Iris, Boing, Class News msnbc, Coming Soon e sul canale 35.


Il conto alla rovescia è cominciato anche per HSE24 che  sta per inaugurare la sua avventura italiana. Lo fa dopo il successo ottenuto in Germania dall’omonimo canale lanciato nel 1995 da Home Shopping Europe GmbH.
HSE24, offrirà una programmazione di qualità al giorno, sia sul digitale terrestre nazionale,  sul satellite che sul sito di e-commerce.

Dimenticatevi le classiche televendite perché HSE24 presenterà dei veri e propri show di vendita con uno stile vicino all’intrattenimento. I prodotti saranno i veri protagonisti: attraenti ed innovativi; dal made in Italy al meglio della produzione mondiale.

Il ventaglio delle categorie merceologiche è molto ampio: fitness, gioielli, beauty, wellness, casalinghi, fai da te, tecnologia, moda ed accessori. Un canale rivolto alle famiglie, ma anche ai single.

LCN Televisioni sul Digitale Terrestre in Lombardia

LCN Televisioni sul Digitale Terrestre in Lombardia

LCN Televisione
10 Telelombardia Telelombardia
11 3 Telelombardia
12 Teletutto Teletutto
12 Unica Lecco Teleunica
13 Telereporter Telereporter
14 Telenova Telenova
15 Telecity Lombardia Telenova
16 Rete 55 Rete 55
17 Bergamo Tv Bergamo Tv
18 TeleColor TeleColor
19 Espansione Tv Espansione Tv
19 Telemantova Telemantova
71 TeleBoario TeleBoario
72 Retebrescia Retebrescia
73 Più Valli Tv Più Valli Tv
74 Telesettelaghi Telesettelaghi
85 Videobergamo Videobergamo
86 La 6 La 6
87 Brescia Telenord Teletutto
88 2 2
89 Primarete Lombardia TeleColor
90 Videostar Videostar
91 Videostar 2 Videostar
92 Super TV Super TV
93 Trs Tv Trs Tv
94 Canale 11 Canale 11
95 Solregina Po Telesolregina
96 Mantova Tv Mantova Tv
97 Più Blu Lombardia Più Blu Lombardia
98 Mantova Tv Mantova Tv
99 Lombardia Tv Telesolregina
110 Televallassina Televallassina
111 Lodi Crema Tv Telesolregina
112 Tele NBC Tele NBC
113 Lombardia DTT Telereporter
114 Canale 6 Canale 6
114 Top Calcio 24 Telelombardia

Digitale terrestre i segreti per una ricezione corretta

La ricezione della televisione digitale terrestre è stata molto criticata in questi anni di passaggio al digitale. Anzi, la critica si è estesa alla tecnologia digitale in generale, quella che per molti “si vede o non si vede per niente”, facendo partire di solito un nostalgico sospirone per l’obsoleta televisione analogica, spesso confondendo “i programmi” (che però nulla hanno a che fare con la tecnica di trasmissione) con la qualità delle immagini e del suono (solo Rai trasmette in stereofonia in analogico). A più di dieci anni dal Duemila molti si chiedono ancora se fosse il caso di cambiare modalità di trasmissione “imponendola per legge”. Per fortuna si tratta solo di classica resistenza al cambiamento etichettabile come “misoneismo”, paura del nuovo. Una volta tanto, non c’è davvero bisogno di aver paura: la televisione digitale è realmente migliore di quella analogica sotto tutti gli aspetti, da quello tecnico a quello culturale potendo nel primo caso essere ricevuta da tutti allo stesso, ottimo, livello qualitativo e offrendo, nel secondo caso, molto più spazio per nuove programmazioni e nuove forme di libertà.

Giunti davvero “sulla soglia digitale” abbiamo proprio ora la necessità di capire una volta per tutte se ricevere la TV digitale terrestre è così difficile oppure se di tratta di problemi risolvibili e, nel caso, con quale difficoltà e quale costo. Per farlo è necessario prima descrivere i problemi della ricezione televisiva digitale in generale e poi in particolare quella di tipo terrestre quindi riflettere sul tipo di impianto d’ ottimale. Nella maggioranza dei casi si tratterà di semplici problemi di ricezione, economici da risolvere, magari installando un’ centralizzata che finalmente potrà funzionare con prestazioni costanti per tutti i condomini. Quali sono i principali problemi della tv digitale? Scarso livello del segnale? Interferenze sulla stessa frequenza o su frequenza adiacente? Insomma è un problema di oppure no? Cosa occorre fare per vederla correttamente?

Le caratteristiche della TV digitale: livello del segnale ed errori.
Non è sempre vero che il segnale digitale, sia terrestre sia satellitare, “si vede o non si vede affatto”. Anche nel caso della televisione digitale si può avere una ricezione disturbata da diversi fattori e con diverse conseguenze. A volte i disturbi “digitali” sono meno sopportabili dei disturbi analogici ai quali siamo abituati (effetto neve, doppia immagine, sfasatura fra colore e immagine, ecc.) e che il cervello umano aveva imparato a filtrare automaticamente. Ad interrompere una visione digitalmente e formalmente perfetta, a patto di utilizzare adeguata banda passante da parte dell’emittente, ci sono soltanto due evidenti tipi di disturbo: la “quadrettatura”, ovvero problemi nella decompressione del segnale, oppure la sparizione temporanea o il “blocco” delle immagini sullo schermo, indice d’interruzione prolungata nel flusso dei bit ricevuti.

Ogni segnale digitale è trasmesso nell’etere utilizzando la modulazione di una frequenza elettromagnetica, come quelle della vecchia televisione anzi proprio sulle stesse frequenze altrimenti non ci sarebbe il problema dello “switch-over” e la necessità di convivere con i due sistemi per così lungo tempo. Il “segnale” è quindi idealmente scomponibile in due nature: quella “analogica elettromagnetica”, con il suo “livello” (equivalente al “volume” per capirci), e quella “digitale” che riguarda soltanto il flusso dei bit che viaggiano attraverso l’onda modulata, operazione che può comportare “errori” nel riconoscimento. In termini linguistici potremmo dire che onda elettromagnetica e bitstream digitale rappresentano significante e significato della trasmissione TV digitale, fusi fra loro ma concettualmente divisibili. Ricevere la tv digitale significa quindi svolgere due compiti: ricezione del significante e la comprensione del significato. Ecco un esempio dalla vita di tutti i giorni.

In una stanza affollata una prima persona comunica un numero di telefono ad una seconda persona. Se la stanza è silenziosa il livello della voce può essere basso e l’operazione riesce facilmente, l’interlocutore ascolta la voce e distingue bene i numeri e li trascrive da qualche parte. Se la stanza è rumorosa è necessario alzare il livello della voce anche solo per farsi sentire e non è del tutto sicuro che l’interlocutore riuscirà nell’operazione di comprensione dei numeri pronunciati, commettendo in questo modo degli errori. Il cervello umano nello stesso momento fa la sua parte mettendo in azione meccanismi automatici di selezione del messaggio sul quale si concentra l’attenzione, “attenuando” tutte le altre voci presenti nella stanza ad esempio, e meccanismi di interpolazione per riuscire a ricostruire il messaggio nella sua completezza anche se alcuni elementi si sono persi nella confusione.

Il segreto sta nell’uso di un “codice” sovrapposto alla trasmissione fisica, nel nostro caso televisivo il codice (uno dei codici, il “più esterno”) digitale sopra la modulazione elettromagnetica. E’ chiaro il vantaggio della “trasmissione digitale”: anche in caso di molto rumore e molti disturbi, se necessario ripetendo la sequenza dei numeri più volte, la probabilità di trasmettere il significato del messaggio è alta, il numero di telefono viene compreso esattamente come se la stanza fosse molto silenziosa perché il risultato dell’operazione di decodifica è svincolato dall’andamento lineare nel tempo della ricezione disturbata.

Il sistema di trasmissione DVB-T nel suo complesso – come tutti i sistemi digitali, come pure il trasferimento dei dati contenuti in un Compact Disc dal disco al lettore – è appositamente studiato per “resistere agli errori”. In particolare è studiato per sopportare quelli dovuti all’interferenza da “cammino multiplo”, caratteristica nella trasmissione da terra in zone montagnose e con alti palazzi nei centri urbani cioè la tipica situazione italiana. Il “ricevitore standard”, che è studiato come parte del sistema, è per definizione quindi capace di “ricostruire” segmenti di segnale mancante o errato tramite processi di “interpolazione” e “correzione degli errori” mantenendo il segnale sullo schermo tendenzialmente fluido e senza quadrettatura anche nel caso in cui il processo di trasmissione/ricezione sia affetto da generici problemi di decodifica. Con l’aumento dei problemi nel processo, naturalmente, aumentano i disturbi sullo schermo.

Nella trasmissione e ricezione di un flusso di bit non è quindi il livello del segnale o la sua “purezza” il parametro più importante da controllare quanto piuttosto il numero degli errori nella “trascrizione” di questa serie di livelli digitali (zero e uno) da parte del ricevitore. La quantità di errori generata nella demodulazione del flusso di dati digitali non è strettamente dipendente dal livello del segnale, anche se un sufficiente livello del segnale è naturalmente condizione necessaria. Di solito si può notare, infatti, che anche nel caso in cui il livello del segnale sia indicato al “60%” (sebbene le indicazioni che forniscono i ricevitori non siano “assolute” e quindi sono utili soprattutto per tenere sotto controllo il proprio impianto nel corso del tempo) è comunque etichettato come “buono” dal ricevitore e una sua variazione non comporta evidenti conseguenze, fino ad un drastico limite inferiore sotto il quale il numero di errori cresce improvvisamente, rendendo la visione sostanzialmente impossibile.

Il nome dato alla misura dell’errore è “BER” ovvero “Bit Error Rate” ed anche questo, come il livello del segnale, è di solito riportato a schermo in forma numerica dal sintonizzatore digitale oppure indicato più semplicemente, facendone l’inverso, come “qualità” da una barra grafica. Il livello d’errore accettabile è inferiore a zero seguito da nove zeri dopo la virgola e su alcuni ricevitori è utilizzata la notazione scientifica, per esempio “0E-9”. Già quando gli errori salgono a “0E-6” è possibile che il sistema non sia in grado di “interpolare” (si chiama così la capacità del ricevitore di superare il problema degli errori) e quindi si generano sullo schermo soprattutto effetti di quadrettatura oppure blocchi dell’immagine.

Esiste poi – ma è situazione contingente esterna al sistema DVB-T – il problema delle interferenze fra le emissioni analogiche e quelle digitali. Ci sono due aspetti da considerare. Le trasmissioni analogiche sarebbero molto disturbate dal segnale digitale se questo fosse trasmesso alla stessa potenza e contemporaneamente è possibile coprire la stessa area geografica “analogica” con un segnale digitale più basso, per il ragionamento fatto qualche riga più in alto. Queste due situazioni sembrano concordare ma in realtà configgono: per evitare problemi, le emissioni digitali sono diffuse con un livello molto basso, causando quindi errori in ricezione nelle zone marginali e nelle zone elettromagneticamente affollate l’interferenza fra le portanti delle due nature può portare a risultati drasticamente insopportabili nella visione digitale. Tutti questi problemi, informazione spesso non messa nella dovuta evidenza, spariranno istantaneamente con il completo passaggio alla tecnica digitale: in quel momento, anzi, sarà possibile aumentare di livello l’emissione oramai tutta digitale, aumentando la copertura delle zone marginali e senza problemi di interferenza. Non esiste nessun motivo tecnico per cui la copertura televisiva digitale non debba essere equivalente a quella analogica: sul piano elettromagnetico si tratta delle stesse emissioni, con antenne, amplificatori e posizioni di trasmissione (circa ottomila in tutto il Paese) razionalizzate e messe finalmente a punto in un Piano Nazionale; sul piano pratico la qualità visiva e acustica del programma saranno assicurate come era impossibile nell’era analogica. Si tratta quindi di rompere gli indugi e passare definitivamente al nuovo sistema, senza paura.

Quadretti e blocchi: sono veri difetti?
La “quadrettatura” della tv digitale (terrestre o satellitare) non è un difetto perché è nella natura stessa del segnale compresso. La compressione MPEG a cui il segnale digitale è necessariamente sottoposto per essere trasmesso (sia del “tipo 2” che del “tipo 4”) si basa proprio sulla divisione in zone dell’inquadratura, in quadretti che sono tanto più evidenti quanto più è basso il numero di bit per secondo utilizzato per la digitalizzazione/compressione del programma. I disturbi di “quadrettatura” possono apparire (e normalmente lo fanno) soprattutto nelle scene particolarmente movimentate, come nelle riprese di partite di calcio: anche questo comportamento rientra nei parametri di funzionamento standard della codifica/decodifica MPEG. La “quantità di movimento” nella scena ripresa è uno dei parametri importanti per il funzionamento dell’algoritmo di compressione MPEG. Senza entrare troppo nel dettaglio, possiamo dire che per riprodurre correttamente i movimenti veloci degli oggetti nella scena serve un’adeguata banda passante: 4 Mb/s possono bastare per riprodurre a livello accettabile un talk-show in studio ma non per un evento sportivo.

Le strategie di gestione e assegnazione della banda disponibile ai programmi in onda sono complesse e sottilmente intelligenti. Data la capacità massima del canale elettromagnetico fissa a 24 Mb/s, ci sono due soluzioni: diminuire stabilmente il numero di flussi audiovideo associati al singolo “” – quindi avere pochi “canali TV” per singola frequenza elettromagnetica – oppure si può assegnare dinamicamente nel tempo banda al singolo canale ed avere più “canali TV” per singola frequenza. E’ normalmente questa la scelta effettuata dalle emittenti e questo il motivo per cui quando si trasmettono partite di calcio gli altri “canali TV” veicolati dallo stesso diminuiscono di qualità o vengono momentaneamente sostituiti da un’immagine fissa (che occupa pochissima banda passante). Anche in presenza di ottimo livello di segnale ed errori molto bassi può accadere, quindi, che l’immagine sullo schermo sia comunque visibilmente “quadrettata”, segno che il programma è stato volutamente trasmesso con basso bitrate (pochi bit al secondo) per scelta dell’emittente.

Nella migliore delle ipotesi attraverso un canale che ospita una trasmissione digitale di tipo DVB-T possono essere trasportati circa 24 Mbit al secondo, mentre è invece di circa 34 Mb/s la banda passante attraverso una trasmissione satellitare del tipo DVB-S. E’ presto fatto il conto dei “canali TV” che possono essere trasportati da un singolo da 24 Mb/s: sei “canali TV” da 4 Mb/s l’uno oppure quattro da 6 Mb/s, più tutte le combinazioni intermedie possibili, variabili anche nel tempo. I nuovi schemi di trasmissione DVB-T2 e DVB-S2 sono stati studiati, come è facile intuire, proprio per aumentare la banda passante massima disponibile: mentre il sistema DVB-S2 è già in questo momento al lavoro attraverso molti trasponder satellitari, l’evoluzione DVB-T2 è ancora in fase di sperimentazione e non esistono ricevitori commerciali pronti per il mercato. Per questo motivo non si può affermare che il sistema DVB-T è obsoleto, il DVB-T2 è ancora il futuro mentre DVB-T era pronto per il mercato già nel 2004. Casomai è il mercato stesso che, per molte ragioni anche esogene, ha esageratamente allungato il periodo di start-up della nuova tecnologia.

Da ultimo, potrebbe anche accadere che disturbi all’immagine – di solito blocchi o una strana “sensazione di lentezza”, come se il decoder non riuscisse a stare al passo con la trasmissione – siano dovuti all’opposta situazione: utilizzando un’abbondante banda passante si potrebbe mettere in difficoltà il ricevitore, soprattutto se si tratta di un modello di qualche anno addietro. E è un caso limite che può risolversi “riavviando il ricevitore come un computer” poiché un decoder digitale terrestre è sostanzialmente un computer, con processore RISC a 32bit, 40 megabyte di RAM e firmware aggiornabile, come nel caso dell’”Accessmedia IT.BOX”, uno dei primi sintodecoder sul mercato, costruito in Italia da un’azienda oramai fallita. Per riavviare un apparecchio è necessario staccare l’alimentazione ovvero la spina di corrente (spegnerlo dal telecomando non basta) per qualche secondo. A volte, magicamente ma non troppo, il disturbo scompare dopo un riavvio pulito del ricevitore.

La vostra , o quella del vostro condominio, non è quindi sempre la diretta responsabile della “bassa qualità” dell’immagine riprodotta. Oltre le capacità tecniche dei sintodecoder, in continuo miglioramento, la televisione digitale offre la possibilità di scegliere se trasmettere pochi canali di altissima qualità (senza quadrettature visibili e magari a risoluzione più alta) oppure molti canali a bassa qualità e non c’è nemmeno bisogno di spiegare quanto, commercialmente parlando, la seconda ipotesi sia più plausibile della prima.

Fonte:
Federico Rocchi (Il Messaggero)
Sito Web: http://www.federicorocchi.it/

Lista Canali digitale terrestre in chiaro ed a pagamento

Oggi forniamo la lista di tutti i canali in “Ordinamento automatico dei canali” nazionale , questa lista può cambiare da  Regione a Regione

Acquistare il Decoder Digitale terrestre. Quale modello scegliere?

Il passaggio dall’analogico al digitale del sistema televisivo italiano è in corso. Per continuare a vedere la TV è necessario comprare un decoder. Quale modello scelgo? Dove trovo il prezzo migliore? Negozi tradizionali e online per acquistare il Decoder Digitale Terrestre.

In questo articolo affronterò più in dettaglio il tema “Decoder”. Quanti tipi di decoder esistono. Quali differenze ci sono tra un modello e l’altro. Dove posso acquistare il Decoder Digitale terrestre.
Si parla esclusivamente di Decoder esterni da abbinare ai vecchi televisori e non di TV con DTT integrato.

I Decoder

Sostanzialmente possiamo dividere i decoder in commercio in due tipi: quelli interattivi, più costosi, e quelli non interattivi, economici. Nel seguito trovate una panoramica più ampia dei vari modelli attualmente sul mercato.

Zapper – Con il termine zapper si indicano i decoder non interattivi in grado di ricevere solo i canali in chiaro, ovvero quelli gratuiti. Sono più economici dei modelli interattivi, con prezzi da circa €20 fino a circa €40. Sostanzialmente presentano la forma di una piccola scatola da posizionare sopra o sotto il televisore allo stesso modo di come avviene con un comune lettore DVD.

Zapper Scart – Presentano le stesse caratteristiche degli Zapper ma hanno una forma diversa. Questi apparati sono molto piccoli e vanno generalmente posizionati dietro il televisore, collegati direttamente alla presa scart. Risultano particolarmente comodi nel caso in cui non abbiate spazio libero sufficiente per un comune decoder. Con questi modelli rimane comunque la necessità di posizionare il ricevitore ad infrarossi per il telecomando nella parte frontale dell’apparecchio TV. Prezzo 20-50€

Decoder Interattivo – Permette di interagire con quanto accade sullo schermo mediante collegamento alla presa telefonica. Sono in grado di ricevere i bouquet delle pay TV (al momento e Dahlia) mediante l’uso di una scheda da inserire nell’apposita fessura. Questi decoder possono beneficiare del contributo statale di 50€. I prezzi possono variare da un minimo di €60 fino a circa €200 per i modelli più complessi.

Decoder HD – Stesse caratteristiche dei decoder interattivi ma in più permettono anche la visione dei canali trasmessi in alta definizione. I modelli compatibili con gli standard HD () presenti sul mercato sono pochi e decisamente costosi. Tra l’altro le trasmissioni in alta definizione al momento sono piuttosto rare. Prezzo dai 200€ in su.
Attenzione, lo standard trasmissivo si evolverà in futuro da DVB-T a DVB-T2. Quindi, anche acquistando un decoder avanzato si rischia comunque di vederlo obsoleto nel giro di pochi anni (o meno). Il consiglio generale è di comprare ciò di cui si ha bisogno oggi, evitando di spendere di più per qualcosa che comunque diverrebbe inutilizzabile in tempi più o meno brevi.

Decoder DVB-T e DVB-S – Apparecchi compatibili sia con lo standard digitale Terrestre che Satellitare. Sono i decoder più complessi e costosi. In genere sono anche in grado di ricevere canali HD. Prezzo da €200 in su.

Quale modello di Decoder devo acquistare?

La scelta del decoder dipende dall’uso che se ne vuole fare. Gli utenti evoluti preferiranno i modelli più complessi e costosi. Chiunque abbia intenzione di guardare anche i canali a pagamento sceglierà esclusivamente un modello interattivo. Tuggli gli altri utenti si orienteranno verso i più economici Zapper.

Calcolando che c’è bisogno di un decoder per ogni televisore (a meno di TV con decoder integrato), molti utenti scelgono di acquistare un solo decoder interattivo (compatibile con le Pay TV) e diversi zapper per gli altri televisori.

Ricapitolando:

Dove acquistare il decoder?

In questi giorni, proprio a causa del passaggio definitivo di alcuni canali verso il sistema digitale, c’è un grande interesse verso questa tecnologia. Molte case costruttrici propongono propri modelli di decoder e non è difficile trovare negozi tradizionali e online con una buona scelta.

In particolare le grandi catene di elettronica come Saturn, Mediaworld, Trony o Euronics dedicano generalmente un ampio spazio ai decoder per il digitale terrestre con una vasta gamma di modelli, sia interattivi che non. I prezzi sono solitamente allineati quindi, escludendo particolari offerte, non conviene girare moltissimo per effettuare l’acquisto, a meno che ovviamente non abbiate particolari esigenze/richieste (es: una specifica marca).

Quale marca scelgo? In questo settore trovate i soliti nomi famosi come Nokia, Philips, Humax e Telesystem (questi ultimi due specializzati in apparati di ricezione Sat e DTT) ma anche nomi meno noti ai più come I-Can o Sagem che producono comunque ottimi apparati. Il consiglio è quello di orientarvi su un modello di prezzo medio (nella categoria di decoder scelto) e se possibile preferire un modello di marca che di solito può vantare una migliore assistenza post vendita, aggiornamenti più frequenti e software interno migliore. Intendiamoci, non è strettamente necessario acquistare un ricevitore da 90-100 euro ma, se la differenza tra un modello di marca ed uno sconosciuto è di soli 10€… beh, scegliete quello più conosciuto.

E per i negozi online? Il consiglio è di rivolgersi ad un negozio online solo quando il risparmio è sostanzioso, sopratutto calcolando che al prezzo vanno aggiunte le spese di spedizione. In generale è preferibile acquistare i decoder più economici in un negozio tradizionale e rivolgersi ai negozi online per quanto riguarda i modelli più costosi. Ovviamente non si tratta di una regola fissa, valutate di volta in volta la convenienza tenendo conto dei tempi di attesa e delle spese di spedizione.

Di http://www.ainu.it/tv/acquistare-il-decoder-digitale-terrestre-quale-modello-scegliere-trovare-il-prezzo-piu-basso/

Se non si vede Mediaset Extra sul digitale Terrestre

Mediaset Extra è il nuovo canale di intrattenimento della rete Mediaset.

Se dal tuo televisore non si vede questo canale, bosogna riprogrammare il sistema.

Vedremo come fare a riprogrammare i canali del digitale terrestre.

L’aggiornamento è stato fatto. Possiamo vedere tutti i canali che non vedevate prima compreso Mediaset Extra

Sintonizzare Rai 5 su digitale terrestre

Rai 5  è visibile al canale  23 del digitale terrestre e al canale di TivùSat

Cosa trasmette Rai 5:

arte e spettacolo, viaggi e scoperte, musica e danza, moda e tendenze, costume e stili di vita, lirica e teatro, design e nuove tecnologie, documentari e film d’autore per raccontare il nostro mondo e il nostro tempo. Un’offerta ricca e diversificata per un pubblico attento, esigente, curioso.

Rai 5 è un canale capace di recuperare la dimensione della narrazione, del racconto, che offre reportage, documentari, magazine, rubriche e programmi di entertainment.

Cultura e culture per un canale semigeneralista in cui il telespettatore possa ritrovare il “lusso” e il “respiro” di un’offerta ricca e diversificata, capace di cogliere la complessità del nostro mondo e del nostro tempo. Pensato per un pubblico attento, esigente, curioso, propone un’offerta diversa per ogni prima serata della settimana: musica rock e pop la domenica; grande documentaristica dedicata ai protagonisti del nostro tempo il lunedì; cinema il martedì; arte, tendenze e Made in Italy il mercoledì; spettacolo il giovedì; viaggi e territori il venerdì; teatro e danza il sabato.

Se non vedi Rai 5 prova a risintonizzare il tuo decoder.

Collegare il digitale terrestre alla tv senza presa scart

E’ possibile installare il digitale terrestre anche se il nonstro televisore è spovvisto di presa scart.

Esistono due modi per fare questo. Uno attraverso un modulatore e l’altro attraverso un videoregistratore.

Vediamo come collegarelo con il modulatore:
Anche se su tutti i televisori dal 1982 è presente la scart, o almeno le entrate audio/video.

In questo  caso c’è bisogno di un cavo SCART—->3 X RCA dove da un lato c’è la presa scart da collegare al decoder e dall’altra i tre spinotti rosso,bianco e giallo da collegare alle corrispondenti prese dietro la tv.

Se non ci fossero questi ingressi sulla tv allora c’è bisogno di un decoder con modulatore RF integrato oppure solo del modulatore RF separato.

Ora vediamo come collegare il decode digitale terrestre se la nostra tv non ha la presa scart usando un videoregistratore:

Bisogna collegare il decoder al videoregistratore ed il videoregistratore alla tv.

Il collegamento tra il videoregistratore e il digitale terrestre: deve avvenire attraverso la presa scart.

Il collegamento tra il videoregistratore e la tv va fatto con il classico cavo d’, va collegato l’uscita RF out del videoregistratore  con l’entrata dell’ del televisore.

L’ di casa va quindi collegata all’ingresso RF in del videoregistratore

A questo punto non ci resta che sintonizzare il televisore sul canale UHF 36 per poter vedere i programmi del digitale terrestre.